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Dice il saggio
 

Berlusconi e le falsità del ' contratto con gli italiani ' non hanno valore contrattuale

 

Berlusconi, le sue dichiarazioni, le false promesse nel "contratto con gli italiani" non hanno "valore contrattuale".

 Il tribunale civile di Milano ha dato torto ad Andrea Casamassima che accusava il premier e lo citava in giudizio per il mancato mantenimento di promesse elettorali, promesse e dichiarazioni fatte nel corso della  tragicomica trasmissione "porta a porta" di Bruno Vespa , l' 8 maggio 2001.

 Berlusconi in quell'occasione annunciava al popolo italico 'bue' il "contratto con gli italiani" in cui si impegnava tra le altre cose a non ripresentare la propria candidatura se al termine dei 5 anni di governo i traguardi sbandierati non fossero stati realizzati. Malgrado le promesse ed i risultati disattesi, B. restò in corsa anche nelle successive elezioni politiche nazionali.

Parte da qui la richiesta di un risarcimento "simbolico" di 5 mila euro, respinte però dalla prima sez. del Tribunale civile di Milano, sentenziando che quelle dichiarazioni non potevano avere valore contrattuale.

Per effetto di questa sentenza il promotore della causa, Andrea Casamassima, è stato condannato al pagamento di euro 500 a favore del presidente del Consiglio, oltre che al pagamento delle spese di giudizio, fissate in euro 7551.

22 gennaio 2009