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Corea del Sud impone "castrazione chimica" ai condannati per reati sessuali

A partire dalla fine di luglio, stupratori condannati per reati sessuali saranno obbligati dai tribunali ad assumere farmaci che frenano il desiderio sessuale.

Così il Ministero di Giustizia della Korea del Sud crede che la "castrazione chimica" possa ridurre significativamente il numero di crimini sessuali. Statistiche evidenziano che nel 2009 circa 19.000 crimini sessuali sono stati segnalati alla polizia, il 64 % di questi commessi da recidivi.

Esperti sollevano però dubbi circa l'efficacia della castrazione chimica. Un palliativo in quanto le persone colpite ritroveranno la loro aggressività sessuale una volta terminato il ciclo di cure obbligatorie.

Gli esperti medici lanciano anche un avvertimento circa i possibili rischi per la salute, come la pressione arteriosa instabile, la femminilizzazione del corpo e vari problemi al fegato.

La legge che giustifica l'uso di soluzione chimica è stata emanata in luglio dello scorso anno ed entrerà in vigore questo 24 luglio.

Secondo la legge una persona di 19 anni o più condannato per aver stuprato un adolescente sotto i 16 anni sarà obbligato ad assumere un farmaco a base di ormoni, per un periodo massimo di 15 anni se questi sia considerato dai giudici possibile a reiterare il delitto.

La sostanza chimica viene iniettata ogni tre mesi. Un funzionario del ministero ha escluso rischi per la salute dei condannati. Dirigenti di strutture pubbliche di riabilitazione, durante una conferenza sottolineano l'efficacia della misura.

Spiegano di aver iniettato il farmaco in pedofili condannati ed aver trovato il loro desiderio sessuale e le loro fantasie dimezzate.

Non mancano le critiche, molti esperti di criminali dicono che il provvedimento non può essere una soluzione definitiva, serve per prima cosa un trattamento mentale e non farmacologico. Altri critici hanno sollevato preoccupazione per la violazione dei diritti umani.

La nuova legge lascia alla Corte l'ultima parola nel decidere se imporre o no il trattamento. Ricordano che in Europa dove il metodo fu introdotto nel 1929 le autorità misero come priorità la terapia e, solo se ritenuto necessaria la soluzione chimica utilizzata con ilo consenso del condannato.

 

Luglio 2011

Fonte:  koreatimes.co.kr

 

 

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