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ICCAT - Pesca del tonno rosso ridotta del 40 % dal 2010


La commissione Internazionale per la conservazione del tonno atlantico (ICCAT) ha deciso domenica 15/11/2009 di ridurre nel 2010 del 40 % il totale delle catture di tonno rosso dell'atlantico.

L' ICCAT aveva come prima intenzione di limitare la raccolta di tonno a 19.950 tonnellate, ma ora il totale scenderà a 13.500 tonnellate annue, a partire dal 2010.

Il tonno rosso , bluefin, è in via di estinzione. Molto apprezzato in Giappone per i grassi toro (il ventre grasso e  pregiato del tonno) usati nei ristoranti di sushi e sashimi.

Tuttavia, un recente livellamento verso il basso per il consumo di tali parti costose di tonni, i limiti di riduzione decisi non dovrebbero portare verso prezzi più alti, almeno in Giappone.

Il Giappone consuma tra il 70 % e 80 % del tonno rosso del mondo.

Uno studio del Ministero Affari Interni e delle Comunicazioni giapponese ha rilevato che la spesa annuale media per ogni famiglia giapponese di 2 o più persone è sceso da 9.000 yen del 1998 a meno di 6.000 yen nel 2008.

Funzionari della Agenzia giapponese per la pesca riferiscono che il volume di tonno rosso e tonno rosso del sud è annualmente aumentato. A settembre vi erano in giacenza congelate circa 24.600 tonnellate, circa 10.000 in più rispetto a dieci anni fa.

Monaco insieme ad altri paesi chiedono il bando totale del commercio di tonno rosso dell'Atlantico causa timori su di un sovra sfruttamento.

Se questa richiesta venisse approvata il volume di tonno in entrata in Giappone verrebbe dimezzato. Tale divieto sarà discusso nel marzo 2010 nella conferenza internazionale sul commercio delle specie di flora e fauna minacciate (CITES).

A causa di resistenza delle nazioni con grande allevamento di tonno come Francia e Spagna, ICCAT aveva precedentemente fissato limiti di cattura annuale di 22.000 tonnellate nel 2009, 19.950 per il 2010, 18.500 per il 2011.
Mossa criticata da gruppi di conservazione ambientale, ecologisti.

 

21 novembre 2009

Fonte: IHT / Asahi