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Allevamenti di gamberi minacciano le Filippine

Jurgenne Primavera, la zoologa filippina la cui ricerca sulla riproduzione del gambero Black Tiger è diventato un manuale che ha rivoluzionato il settore dell'industria di acqua-coltura punta il dito contro  vivai ad acqua salmastra di 66 ettari che sorgono in un paese a sud di Manila.

Dopo aver aiutato molti allevatori di gamberi ad arricchirsi fino a diventare milionari, Jurgenne Primavera ora teme che il proprio lavoro di una vita possa aver accelerato la distruzione dell'ecosistema marino provocato dai vivai ittici artificiali.

Gli ambientalisti locali hanno presentato un'istanza contro il proprietario, un facoltoso avvocato accusato di taglio indiscriminato di alberi di Mangrovia che crescono spontanei lungo il litorale paludoso, considerati di vitale importanza per i giovani esemplari di pesci di mare che qui si rifugiano e si riproducono.

La legge filippina vieta il taglio di alberi di Mangrovia ma l'imprenditore ha eluso il divieto semplicemente costruendo una serie di dighe che togliendo l'acqua marina hanno portato a rapida morte gli alberi. La comunità locale ora protesta dichiarandosi penalizzata dal fatto che l'acqua del terreno ora è diventata salata (e quindi inutilizzabile) e denunciando la scomparsa del'accesso al mare e quindi alle zone di pesca e sostentamento.

Nonostante i prestiti ed il sovvenzionamento da parte del governo verso attività legate all'allevamento di gamberi ( offrendo terra in locazione e prestiti a basso interesse) questo non è mai decollato nelle filippine,almeno se si paragona il paese ad altre nazioni del sud-est asiatico.

Mangrovie sono state liquidate per far posto ad allevamenti ittici e di gamberi in paesi che non possiedono lunga tradizione nel settore, come Thailandia, Vietnam ed Ecuador. Questo quanto riferito dalla zoologa. Questi alberi di vitale importanza servono da nutrimento e da alcova per i pesci in giovane età, gamberi e altri animali selvatici oltre che come aree di svernamento per uccelli costieri e migratori. Di fondamentale importanza anche la loro funzione di protezione contro tempeste, mareggiate ed onde anomale.

Negli ultimi 50 anni l'itticoltura e la pescicoltura  vivaistica ha spazzato via 1/3 delle foreste di Mangrovie in tutto il mondo in nazioni come le Filippine la perdita ammonta a circa l'80% .

Il problema è che senza Mangrovie... niente pesce.

Soggette alla volatilità dei prezzi di mercato ed al degrado degli ecosistemi le aziende-vivaio di gamberi durano di media solo 2 anni, per poi venire abbandonate come lande desolate. Purtroppo la "conversione" o trasformazione del terreno è una situazione definitiva. Una volta che il terreno asciuga nulla più cresce su di esso !!.

Nonostante la rapida perdita di Mangrovie e tutto quello che esso provoca, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) identifica le Filippine come il principale centro di diversità degli ecosistemi marini. Le Filippine, patria della metà delle specie di Mangrovie di tutto il mondo vede a rischio estinzione almeno due specie ed ALMENO altre due potrebbero aggiungersi alla lista solo quest'anno.

Secondo Primavera un sano ecosistema esige quattro ettari di Mangrovie per ogni ettaro di coltura ittica.

Le stime parlano chiaro: la copertura odierna di Mangrovie nelle Filippine ammonta a circa 150.000 ettari, mentre  i vivai ittici coprono circa 230.000 ettari di territorio.

Nonostante le leggi filippine che dal 1975 vietano l'abbattimento e la rimozione di alberi di Mangrovia il risultato in termini di conservazione o crescita è stato praticamente nullo.

 

 

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