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Otto per mille alla Chiesa Cattolica

   

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Otto per mille alla Chiesa Cattolica

 

La chiesa cattolica è preoccupata per il calo delle firme ma spende più per costruire nuovi santuari che per aiutare i poveri. Anche il ritorno alla tradizione, la messa in latino reintrodotta nel 2007 da Benedetto XVI e sostenuta dai giovani sacerdoti trova forti ostacoli tra gli anziani vescovi.

Un documento riservato della Conferenza episcopale Italiana (Cei) diffuso dall'agenzia di stampa Adista avverte che, per la prima volta dopo 10 anni di costante crescita, l'otto per mille destinato alla Chiesa cattolica è in calo.

In 3 anni sono stati 800.000 gli italiani che hanno spostato la propria firma quindi la quota tasse dalla Chiesa verso lo Stato. Si precisa in seguito che nonostante le firme per la chiesa siano cresciute appare evidente il tracollo della percentuale rispetto a quanti scelgano lo Stato (l'adesione all'8 per 1000 è più diffusa, prima molti non firmavano per nessuno).

Così mentre il partito radicale esulta per i nuovi segnali di laicità popolare la Cei si prepara ad aumentare gli spot televisivi e a scrivere una lettera aperta ai fedeli affinché nel 740 non si dimentichino della propria militanza cattolica.

 

Durante la 58' assemblea generale della Cei in giugno, i vescovi hanno approvato il bilancio con le destinazioni dell' 8 per mille. Dal documento ufficiale consultabile sul sito della conferenza - www.chiesacattolica.it - si scopre che la somma relativa all' 8 x 1000 Irpef che lo Stato Italiano è tenuto a versare alla Cei nel coso dell'anno 2008 è pari a euro 1.002.513.517,31 .

Si tratta di un miliardo di euro, composto da 928 milioni a titolo di anticipo per l'anno 2008 e da 74 milioni di euro a conguaglio dell'anno 2005. Su 189 presenti all'approvazione di bilancio 2 solo i vescovi contrari.

 Un bilancio che comprende anche la destinazione dei fondi ricevuti dallo Stato:

1  la voce principale riguarda il sostentamento del clero ossia gli stipendi dei parroci, per i quali vengono destinati 373 milioni di euro.

2  al secondo posto delle spese Cei sovvenzionate con le tasse  troviamo la voce 'interventi caritativi' come l'assistenza ai poveri, agli anziani soli e ai senzatetto per i quali sono destinati 205 milioni di euro. Analizzando i dati si scopre che 85 milioni su 205 vanno agli "interventi nel terzo mondo" mentre per i poveri italiani ne restano 120 milioni.

Si rileva inoltre così che l'impegno della Chiesa per "l'edilizia di culto" finanziata con 185 milioni del 2008 più 10 residui del 2007, con totale di 195 milioni supera alla grande l'importo destinato alle "opere caritative".

In poche parole la Chiesa spende molto di più per costruire nuove chiese invece di dare cibo e alloggio a chi non ha niente.

Altri soldi, 32 milioni e mezzo di euro sono destinati a sovvenzionare l'opera di propaganda "Fondo per la catechesi cristiana", altri 9 milioni vengono destinati ai Tribunali ecclesiastici mentre 38 vengono destinati alla voce "esigenze di culto e pastorale di rilievo nazionale".

 

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