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Slow Food spinge per alimenti a prezzo equo
Carlo Petrini ha una missione: vuole alimenti prodotti e avvelenati da fertilizzanti chimici e da sapori artificiali sostituiti da alimenti più sicuri, più economici, di massa e di più alta qualità.![]() Carlo Petrini fondatore Slow Food International Italia
Negli ultimi venti anni Petrini ha promosso come fondatore di Slow Food International, la produzione, distribuzione e consumo alimentare sostenibileDurante una recente visita a Tokyo per promuovere il nuovo libro "Slow Food Nation: Perché il nostro cibo dovrebbe essere buono, pulito e equo".Recentemente ha detto "Produciamo cibo in eccesso per 12 miliardi di persone, il doppio della popolazione mondiale, e 1 miliardo di persone soffre la fame".Riferisce di aver provato frustrazione, quando appreso nel 1986 dell'apertura di un McDonald's's in Piazza di Spagna a Roma.Temendo i cibi tradizionali d' Italia minacciati dalle crescenti catene di fast food, apre Arcigola, il predecessore di Slow Food, e raccoglie firme contro l'apertura di McDonald's."Ho raccolto 5000 firme in 24 ore", ha detto.Il Movimento Slow Food si estende successivamente a livello mondiale, registrando 100.000 iscritti, con oltre rappresentanze in tutto il mondo.Slow Food promuove alimenti di alta qualità, che viene misurata attraverso tre criteri: possiede un buon gusto, deve essere coltivato in maniera rispettosa dell'ambiente e gli agricoltori devono guadagnare per i loro prodotti un equo prezzo. I cibi che non soddisfano tali condizioni devono essere considerati privi di qualità."Buon" cibo, secondo il suo libro, non significa semplicemente saporito. Deve essere naturale. Per esempio, una buona carne o un formaggio vengono da animali ben curati e ai quali non vengono dati ormoni della crescita o mangimi chimici. I cibi con sapori artificiali non fanno la qualità.Cibo "Pulito" sono i prodotti alimentari che vengono coltivati in modo rispettoso dell'ambiente. L'aumento delle esportazioni di prodotti agricoli tra globalizzazione e industrializzazione sono sempre più dannose per l'ambiente. Come esempio scrive della propria personale esperienza di non essere stato in grado di acquistare i locali peperoni "Quadrato d'Asti" nella sua città natale. Al loro posto ha trovato, in un ristorante a buon mercato, dei peperoni olandesi importati. Viene poi colpito nell'apprendere che sul campo, dove il peperone italiano veniva prodotto, crescono ora bulbi di tulipano per l'esportazione in Olanda."Gli alimenti distribuiti a chilometri di distanza producono emissione di anidride carbonica"."Equità" del cibo misurata da come gli agricoltori vengono pagati, al giusto prezzo. Sempre più difficili per gli agricoltori quadrare i bilanci. Rivolgendosi a brizzolati agricoltori giapponesi, 57 anni la media d'età, dice: " sapete perché i giovani non vogliono essere impegnati in agricoltura? perché non è possibile guadagnare a sufficienza".Quel che è peggio, è che la gente sta spendendo meno soldi per il cibo, ha detto. Nel 1970 la gente in Italia spendeva il 30% del proprio reddito, oggi ne spende solamente il 13% . "Si spendono più soldi in apparecchi come telefoni cellulari". Per cambiare la situazione Petrini sostiene che le persone debbano considerarsi "coproduttori" e non solo consumatori, e contribuiscano all'agricoltura acquistando prodotti di alta qualità alimentare. Si deve aumentare la consapevolezza su ciò che si acquista.Così se il cibo che acquistano porta a un calo delle specie naturali, è cresciuto con prodotti chimici, sta danneggiando il suolo ed è fonte di inquinamento perché diffuso ad una grande distanza.Petrini sostiene che il settore agricolo possa migliorare se i consumatori cambiano il loro atteggiamento verso l'acquisto di cibo.Di Natsuko Fukue Fonte: http://search.japantimes.co.jp/cgi-bin/nn20091104f1.html Novembre 2009 |
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